
Trama
Una professoressa di inglese delle superiori (Anna Ferzetti) è profondamente convinta del valore educativo della scuola. Quando viene assegnata alla classe più problematica di un liceo periferico di Rebibbia, scopre un ambiente ostile, segnato da degrado sociale, famiglie assenti, microcriminalità e adolescenti che sembrano aver già rinunciato al futuro. I colleghi hanno smesso di crederci da tempo, rassegnati all’idea che quei ragazzi siano irrecuperabili.
Perché è un film Medicinema
Interpretata da una straordinaria Anna Ferzetti, la protagonista del film è una donna insicura che cercherà però di trasmettere tutta la determinazione che può al gruppo di ragazzi problematici che si trova di fronte. Non fugge come chi l’ha preceduta, non si blinda dietro l’indifferenza, e non cede al cinismo. In una classe che assomiglia più a una gabbia di leoni che a un’aula scolastica, prova a entrare in contatto con i ragazzi, con i loro linguaggi, le loro rabbie e i loro sogni infranti. Nel tentativo di dare un senso alla loro istruzione, finisce per dare un nuovo significato anche al proprio ruolo di insegnante e forse alla propria vita: questo il messaggio più importante di un lungometraggio che mostra la crescita comune sia delle studentesse e degli studenti, sia di questa insegnante da cui c’è tanto da imparare.