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L’11 febbraio, in occasione della Giornata Mondiale del Malato, la Sala Medicinema all’interno del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS ha ospitato la proiezione speciale del film “Cosa sarà” di Francesco Bruni, in un evento che ha unito cultura, testimonianza e riflessione sull’umanizzazione delle cure.

Giornata Mondiale del Malato: significato e valore dell’umanizzazione delle cure

Quella della Giornata Mondiale del Malato è un appuntamento dal forte valore simbolico che ha ribadito un messaggio centrale: il malato non è un numero, ma una persona da ascoltare ed accompagnare lungo tutto il percorso di cura.

Istituita nel 1992 da San Giovanni Paolo II, la Giornata Mondiale del Malato nasce con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sui diritti, le esigenze e la dignità delle persone malate, sottolineando l’importanza dell’ascolto e della centralità del paziente nei percorsi di cura.

È una ricorrenza che invita istituzioni sanitarie, operatori e società civile a promuovere un modello di sanità sempre più umano e inclusivo, in cui il malato non sia considerato un mero numero, ma una persona nella sua interezza.

Al centro di questa giornata vi è quindi il tema dell’umanizzazione delle cure: ascolto, relazione, empatia e centralità del paziente diventano parte integrante del percorso terapeutico. Celebrare questa ricorrenza all’interno di un ospedale significa pertanto rinnovare l’impegno a considerare la persona nella sua interezza — non solo nella dimensione clinica, ma anche in quella emotiva e psicologica.

In questo contesto si inserisce perfettamente la missione di Medicinema Italia ETS – Il cinema che cura che dal 2013 ha l’obiettivo di utilizzare la cineterapia negli ospedali italiani come intervento complementare di supporto psicologico e riabilitativo.

Il “cinema nel cinema”: la testimonianza di Francesco Bruni

Protagonista di questa Giornata Mondiale del Malato   è stato il film “Cosa sarà” (2020), scritto e diretto da Francesco Bruni, regista e sceneggiatore pluripremiato (David di Donatello e Nastri d’Argento).

La scelta del film “Cosa sarà” ha assunto un valore altamente simbolico.  Il film nasce da un’esperienza personale: Francesco Bruni è stato infatti paziente proprio del Gemelli per un trapianto di cellule staminali al midollo, seguito dalla Prof.ssa Simona Sica, Direttore di Ematologia e Trapianti.

Da quell’esperienza personale è nato un film capace di raccontare la malattia con un tratto lieve, trasformando il dolore in consapevolezza e speranza. Alcune scene di “Cosa sarà” sono state girate proprio all’interno della Sala Medicinema del Gemelli, creando un potente “cinema nel cinema”: il luogo di cura diventa luogo di narrazione, e la narrazione diventa strumento di elaborazione e condivisione.

Durante l’incontro, moderato dal Dott. Vincenzo Morganti, Direttore di TV2000, sono intervenuti il Prof. Giuseppe Fioroni (Vicepresidente Istituto Toniolo di Studi Superiori), la Prof.ssa Simona Sica e la Dott.ssa Carmen Nuzzo, Responsabile SITRA della Fondazione Policlinico Gemelli.

Il messaggio condiviso è stato chiaro: l’umanizzazione delle cure passa dall’ascolto, dalla relazione e dalla valorizzazione della dimensione emotiva del paziente.

La cineterapia come strumento di umanizzazione delle cure

Medicinema Italia è il primo progetto a livello nazionale che utilizza il cinema e la cultura all’interno degli ospedali in sale dedicate e prive di barriere architettoniche. Con il patrocinio del Ministero della Salute e di ANICA, l’associazione realizza proiezioni terapeutiche, laboratori creativi e percorsi formativi rivolti a pazienti, familiari e caregiver.

Nata nel 2013 e ispirata all’esperienza di Medicinema UK, opera con il patrocinio del Ministero della Salute e di ANICA, realizzando:

  • Proiezioni cinematografiche a scopo terapeutico in sale dedicate e prive di barriere
  • Laboratori creativi per pazienti, caregiver e persone fragili
  • Percorsi formativi in ambito socio-sanitario
  • Protocolli di ricerca per la misurazione clinica dei benefici della cineterapia

La cineterapia agisce attraverso un meccanismo emozionale e psicologico che favorisce processi di sollievo, normalizzazione e benessere. Studi e protocolli di ricerca, sviluppati in collaborazione con importanti università italiane, dimostrano che il cinema può contribuire alla riduzione di ansia e stress, migliorando la qualità della vita durante la degenza.

I benefici della cineterapia per pazienti e caregiver

La visione condivisa di un film attiva un processo emozionale e psicologico che favorisce:

  • Riduzione di ansia e stress
  • Miglioramento dell’umore
  • Normalizzazione della condizione di degenza
  • Rafforzamento della relazione medico-paziente

Le ricerche condotte in collaborazione con importanti università italiane dimostrano che la cineterapia può contribuire significativamente alla qualità della vita durante il percorso di cura.

Giornata Mondiale del Malato e cinema: una missione comune

Celebrare la Giornata Mondiale del Malato al Policlinico Gemelli con un film come “Cosa sarà” ha quindi significato affermare con forza che la cura non è fatta solo di protocolli clinici, ma anche di ascolto, empatia e cultura.

Il cinema diventa così uno strumento concreto di umanizzazione delle cure, capace di restituire dignità, speranza e senso di comunità.

Per Medicinema Italia il cinema non è evasione: è parte integrante di un percorso di cura più umano, in cui la persona è al centro. Significa portare il cinema negli ospedali significa offrire un’esperienza di sollievo che integra la medicina tradizionale, contribuendo a costruire un modello sanitario più attento alla persona. Perché prendersi cura significa anche creare spazi di emozione, relazione e condivisione.